Prima CoordinataImmaginare

E se non fosse il momento giusto?

Finestra tra antiche pietre affacciata sul mare blu di Milos, in Grecia

Ci sono cose che riusciamo a organizzare con una precisione sorprendente.

Incastriamo appuntamenti, troviamo il tempo per un impegno dell'ultimo minuto, facciamo spazio a qualcosa che fino al giorno prima non era nemmeno previsto.

Poi c'è quel viaggio.

Quello di cui parliamo da mesi, magari da anni. Che ogni tanto torna fuori durante una cena, in una conversazione con un amico o mentre scorriamo distrattamente il telefono.

E che, puntualmente, finisce nello stesso posto: più avanti.

Quando avremo più tempo, meno impegni, la testa più libera. Quando, insomma, sarà il momento giusto.

Aspettando che tutto si incastri

A volte ci sono ragioni molto concrete per rimandare: impegni, priorità o circostanze che richiedono il nostro tempo e la nostra attenzione.

In altri casi, però, quel momento sembra spostarsi insieme a noi.

Superiamo un impegno e ne arriva un altro. Si libera una settimana, ma non è il periodo in cui avremmo voluto partire.

Così il viaggio resta lì, in attesa di condizioni che facciamo sempre più fatica a definire.

Forse perché, senza accorgercene, abbiamo cominciato a considerare il momento giusto come qualcosa che deve arrivare da sé. Una specie di parentesi perfetta, nella quale tutto il resto si sistema e finalmente possiamo partire.

Ma quante cose, nella nostra vita, funzionano davvero così?

Cambiare prospettiva, non desiderio

Quando pensiamo a un viaggio da soli, può capitare di immaginarlo in un modo preciso, con tempi e condizioni che ci sembrano ideali.

Eppure, un viaggio in solitaria non deve necessariamente corrispondere alla sua versione più ambiziosa.

Può durare quattro giorni invece di due settimane. Può cominciare da una città vicina, anziché dall'altra parte del mondo. Può trovare posto in un periodo dell'anno che non avevamo mai preso in considerazione.

Non significa accontentarsi.

Tra il viaggio che abbiamo sempre immaginato e quello che possiamo fare oggi esistono molte possibilità, alcune delle quali potrebbero sorprenderci.

Viaggiare da soli, in questo, offre una libertà particolare: quella di poter rivedere i propri programmi senza doverli necessariamente far coincidere con quelli di qualcun altro.

Prima di tutto, una possibilità

Forse non serve stabilire subito una data di partenza. E nemmeno prenotare un biglietto per dimostrare a noi stessi che facciamo sul serio.

Potremmo cominciare da qualcosa di più semplice: anziché domandarci quando avremo tutte le condizioni ideali, provare a capire quali siano quelle davvero necessarie.

Quanto tempo ci servirebbe? Quale spesa sarebbe sostenibile? Che cosa potremmo organizzare diversamente?

Sono domande meno affascinanti dell'idea di partire all'improvviso, certo. Ma hanno il vantaggio di trasformare un desiderio indefinito in qualcosa che possiamo finalmente valutare.

Potremmo scoprire che, per ora, è meglio aspettare. Oppure che quel viaggio è più vicino di quanto pensassimo.

Rimandare un viaggio può essere una scelta del tutto sensata. Diverso è continuare a farlo senza sapere più esattamente che cosa stiamo aspettando.

Se leggendo hai pensato a un viaggio, o solo al desiderio di partire, possiamo iniziare da qui →