Seconda CoordinataAttraversare

Fa davvero così paura viaggiare da soli?

Forse è più semplice del previsto.

Cabine colorate sulla spiaggia di Sestri Levante, in Liguria

Prima di esserci

A un certo punto il viaggio smette di essere un'idea.

C'è un volo prenotato. Una data. Una destinazione. E quel parto da solo che fino a poco prima sembrava soltanto un'ipotesi, adesso comincia a diventare vero.

C'è una città che tra poco non sarà più soltanto un nome. Ci sono giornate che non hanno ancora una forma precisa. Persone che non conosci, posti che non hai mai vissuto.

Non sai esattamente come sarà esserci.

Ma adesso sai che ci sarai.

E tra tutte le domande comincia a farsi spazio anche la curiosità di scoprirlo: chissà come sarà.

Perché insieme a quello che non conosci ancora, c'è tutto quello che non hai avuto la possibilità di incontrare.

Essere soli lascia spazio

Quando viaggi da solo, cambia anche il modo in cui stai in mezzo a quello che ti circonda.

Guardi di più. Ascolti di più. A volte fai una domanda che, se fossi stato con qualcuno, probabilmente non avresti avuto bisogno di fare.

E una cosa molto semplice può portarti da qualche parte che non avevi previsto.

Un consiglio può farti scoprire un posto che non avevi segnato. Una chiacchiera può farti capire qualcosa in più del luogo in cui sei. Un posto in cui ti sei fermato quasi per caso può diventare quello in cui torni il giorno dopo.

Non significa che viaggiare da soli renda automaticamente più socievoli, spontanei o aperti.

Semplicemente, una parte della tua attenzione è più libera di andare altrove.

Verso le persone, quando capita. Ma anche verso un dettaglio, qualcosa che ti incuriosisce abbastanza da farti fermare.

Non devi saper fare tutto da solo

C'è un piccolo equivoco nell'idea del viaggio in solitaria: pensare di dover fare tutto da soli.

Non funziona necessariamente così.

Puoi lasciare che qualcuno ti mostri un modo di fare che appartiene alla vita di tutti i giorni. Seguire un suggerimento. Affidarti per un momento a chi quel posto lo conosce meglio di te.

E magari accorgerti che chiedere ti viene più naturale di quanto pensassi.

Non c'è meno autonomia in questo.

Cavarsela da soli non significa avere sempre una risposta pronta. A volte basta sapere dove cercarla.

Anche negli altri, quando serve.

Senza per questo smettere di sentire che il viaggio è tuo.

La libertà non è fare tutto

Quando si parla di viaggiare da soli, è facile pensare di poter fare qualsiasi cosa.

Ma forse la parte più interessante è un'altra: poter scegliere, ogni volta. Di cosa ho voglia oggi?

Sembra una domanda semplice. Ma quando non c'è nessun altro con cui trovare un compromesso, la risposta è soltanto tua.

Questo sì. Questo no. Qui vorrei rimanere. Pensavo mi sarebbe piaciuto. Invece no. Oggi cambio idea.

All'inizio può sembrare una responsabilità enorme. Poi può diventare una delle parti più leggere del viaggio.

Non perché ogni scelta sarà quella giusta. E nemmeno perché saprai sempre cosa vuoi. Ma perché puoi scegliere, vedere come ci stai dentro e, se serve, cambiare ancora.

Non devi dimostrare niente

Un viaggio da soli porta con molte aspettative.

Che ti renda più indipendente. Più coraggioso. Più sicuro. Che debba per forza significare qualcosa in più.

Ma un viaggio può essere importante anche senza fare tutto questo.

Non deve trasformare ogni difficoltà in una conquista. E nemmeno restituirti una versione migliore di te perché ne sia valsa la pena.

Partire da soli non deve essere una prova da superare.

E non deve diventare altro per avere valore.

Sentiero costiero tra le rocce al tramonto, con il mare e il sole all'orizzonte

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